Un Libraio di Palermo manda una lettera aperta a Ranucci. Presa da FB dalla pagina di Masini
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Lettera ad un amico.
Caro Sigfrido, sono rimasto basito, senza parole e incredulo, leggendo oggi pomeriggio la notizia.
Amico mio, purtroppo sei un illuso, nel pensare di continuare a fare il giornalista con la schiena dritta, ad avere fatto una scelta di vita come ti ha insegnato tuo padre. La legalità, i diritti, la difesa dei più deboli, le querele temeraria che zittiscono i giornalisti, soprattutto quelli scomodi come te o quelli giovani senza tutele.
Cosa pensavi di fare? Hai fatto inchieste a 360 gradi, hai pestato i piedi a chiunque con le tue inchieste di Report e di tutta la squadra. Da Giorgio Mottola a Paolo Mondani, a Giulia Innocenzi a Danilo Procaccianti, giusto per citare alcuni nomi a memoria.
Avete fatto domande a gente che non voleva rispondere, trattando i giornalisti RAI come appestati, lo si vedeva chiaramente nei servizi, avete messo il naso in sporchi traffici o truffe, direi che il fuoco che spara non si può trovare facilmente, arriva da tutte le parti.
E poi, metterti la bomba sotto casa? Ma non lo sapevi che anche al Dott. Falcone avevano fatto le stesse accuse. Ma non hai imparato in questi anni di grande lavoro di giornalista, che appena ti muovi, ti fanno una trappola? Che se sei onesto, leale e guardi le città dalle grate dei tombini, come hai detto tu, nessuna capirà le parole che hai usato. Saresti andato a cena anche con Toto' Riina.
Ma secondo te, quanti hanno compreso la tua battuta? Subito hanno fatto finta di non capirla, anzi, l'hanno manipolata immediatamente.
Hai citato 2800 articoli di fango su di te. Ti avevo consigliato dei buoni stivali, ma il livello è molto più alto, quindi non ti bastavano in altezza del livello superato.
E allora, adesso che facciamo? Ci hanno tolto il diritto alle repliche di Report, sei vittima di un attentato ma hai giustamente dichiarato alla luce del sole che l'amico era amico per te, purtroppo non reciprocamente corrisposto.
Hai lasciato giustamente alla Magistratura, il compito di indagini e ti sei astenuto da commenti.
Mi spiace, sei ingenuo e illuso come me, per questo siamo amici e ti ringrazio e ti stimo. Solo le persone che ti ascoltano quando parli e come parli, possono comprendere, solo chi, con passione e in maniera accorata, comprendeva quelle inchieste domenicali di Report che volevano far luce sulle tenebre della democrazia.
Caro Sigfrido, ad un amico, in un momento difficile, si dicono parole sentite, vere e sincere.
Non posso raggiungerti fisicamente adesso, ma siamo stati vicini in molte condivisioni attraverso le varie presentazioni dei tuoi libri.
Ho sentito e vissuto la tua umanità, la tua personalità e professionalità. Lo hanno percepito tutte le persone che abbiamo incontrato insieme, dagli studenti agli insegnanti, tutte le persone che sono venute alle presentazioni.
Questa lettera è aperta, sei tu il destinatario, ma lo siamo tutti noi, destinatari di riflessioni serie e profonde.
Chi attacca un giornalista, lo delegittima e lo elimina, non fisicamente ma moralmente.
Mascaria i fatti, come hanno detto alcuni tuoi colleghi qui in Sicilia, e come abbiamo letto nei tanti articoli da te citati.
Abbiamo una memoria troppo corta, forse bisognerebbe rivedere le repliche di Report per poter riflettere nuovamente.
Che fare adesso? Non ho risposta, ma molte domande.
La notte porta consiglio, intanto un caro abbraccio ti giunga dal tuo amico libraio a Palermo.
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