venerdì 4 settembre 2026

L’autunno, il super El Niño e l’allarme Onu: il limite di 1,5 gradi è ormai destinato a essere superato

 L’autunno, il super El Niño e l’allarme Onu: il limite di 1,5 gradi è ormai destinato a essere superato - Il Sole 24 ORE

Si chiama El Niño. È tornato nel 2026, sta crescendo rapidamente e secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale potrebbe diventare un evento molto forte durante l’autunno boreale. Per il trimestre settembre-novembre, i modelli della WMO indicano che nel Pacifico equatoriale centrale, nella regione Niño 3.4 utilizzata come principale “termometro” di El Niño, la superficie del mare potrebbe risultare in media fino a circa 3,6 °C più calda del normale. È un’anomalia molto elevata su una superficie oceanica enorme, quindi capace di trasferire grandi quantità di calore all’atmosfera. Il fenomeno, inoltre, dovrebbe rafforzarsi ulteriormente verso novembre e dicembre e con ogni probabilità restare attivo almeno fino a febbraio 2027.

Tre gradi e mezzo possono sembrare poca cosa.

Nel Pacifico equatoriale sono una quantità enorme di energia. Pensate all’oceano come alla batteria termica del pianeta. L’atmosfera pesa poco, l’acqua moltissimo. Se scaldi una massa d’acqua larga migliaia di chilometri, quella batteria comincia a scaricare energia nell’aria modificando piogge, venti e traiettorie delle perturbazioni a distanze continentali. Ecco perché El Niño è oggi più mai così rilevante per tutti.

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C'è molto da pensare per un futuro forse in maniche corte.

giovedì 3 settembre 2026

Verità di Chi?

 Fonte: La Verità(in esclusiva la loro verità assoluta)

Il titolo

Riforme, il gol mancato del governo Meloni a causa delle parate del Colle(sta per il quirinale)

Il quotidiano la verità non l'ho mai letto, per un semplice fatto Maurizio Delpietro pontifica sempre contro il Quirinale. tutte le colpe delle gaff del governo la colpa è del Presidente Mattarella.

Ed io penso:

Per fortuna che c'è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Poco m'importa leggere l'articolo.

domenica 30 agosto 2026

 Un Libraio di Palermo manda una lettera aperta a Ranucci. Presa da FB dalla pagina di Masini

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone
Lettera ad un amico.
Caro Sigfrido, sono rimasto basito, senza parole e incredulo, leggendo oggi pomeriggio la notizia.
Amico mio, purtroppo sei un illuso, nel pensare di continuare a fare il giornalista con la schiena dritta, ad avere fatto una scelta di vita come ti ha insegnato tuo padre. La legalità, i diritti, la difesa dei più deboli, le querele temeraria che zittiscono i giornalisti, soprattutto quelli scomodi come te o quelli giovani senza tutele.
Cosa pensavi di fare? Hai fatto inchieste a 360 gradi, hai pestato i piedi a chiunque con le tue inchieste di Report e di tutta la squadra. Da Giorgio Mottola a Paolo Mondani, a Giulia Innocenzi a Danilo Procaccianti, giusto per citare alcuni nomi a memoria.
Avete fatto domande a gente che non voleva rispondere, trattando i giornalisti RAI come appestati, lo si vedeva chiaramente nei servizi, avete messo il naso in sporchi traffici o truffe, direi che il fuoco che spara non si può trovare facilmente, arriva da tutte le parti.
E poi, metterti la bomba sotto casa? Ma non lo sapevi che anche al Dott. Falcone avevano fatto le stesse accuse. Ma non hai imparato in questi anni di grande lavoro di giornalista, che appena ti muovi, ti fanno una trappola? Che se sei onesto, leale e guardi le città dalle grate dei tombini, come hai detto tu, nessuna capirà le parole che hai usato. Saresti andato a cena anche con Toto' Riina.
Ma secondo te, quanti hanno compreso la tua battuta? Subito hanno fatto finta di non capirla, anzi, l'hanno manipolata immediatamente.
Hai citato 2800 articoli di fango su di te. Ti avevo consigliato dei buoni stivali, ma il livello è molto più alto, quindi non ti bastavano in altezza del livello superato.
E allora, adesso che facciamo? Ci hanno tolto il diritto alle repliche di Report, sei vittima di un attentato ma hai giustamente dichiarato alla luce del sole che l'amico era amico per te, purtroppo non reciprocamente corrisposto.
Hai lasciato giustamente alla Magistratura, il compito di indagini e ti sei astenuto da commenti.
Mi spiace, sei ingenuo e illuso come me, per questo siamo amici e ti ringrazio e ti stimo. Solo le persone che ti ascoltano quando parli e come parli, possono comprendere, solo chi, con passione e in maniera accorata, comprendeva quelle inchieste domenicali di Report che volevano far luce sulle tenebre della democrazia.
Caro Sigfrido, ad un amico, in un momento difficile, si dicono parole sentite, vere e sincere.
Non posso raggiungerti fisicamente adesso, ma siamo stati vicini in molte condivisioni attraverso le varie presentazioni dei tuoi libri.
Ho sentito e vissuto la tua umanità, la tua personalità e professionalità. Lo hanno percepito tutte le persone che abbiamo incontrato insieme, dagli studenti agli insegnanti, tutte le persone che sono venute alle presentazioni.
Questa lettera è aperta, sei tu il destinatario, ma lo siamo tutti noi, destinatari di riflessioni serie e profonde.
Chi attacca un giornalista, lo delegittima e lo elimina, non fisicamente ma moralmente.
Mascaria i fatti, come hanno detto alcuni tuoi colleghi qui in Sicilia, e come abbiamo letto nei tanti articoli da te citati.
Abbiamo una memoria troppo corta, forse bisognerebbe rivedere le repliche di Report per poter riflettere nuovamente.
Che fare adesso? Non ho risposta, ma molte domande.
La notte porta consiglio, intanto un caro abbraccio ti giunga dal tuo amico libraio a Palermo.
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